Come sedurre

Come rompere il ghiaccio: tutte le tecniche che funzionano

6 min di lettura freemeet
Come rompere il ghiaccio: tutte le tecniche che funzionano

Primo capitolo dedicato all'arte dell'approccio, o l'opening, per dirla alla anglosassone. Qualunque sia il tuo stile di seduzione preferito, prima o poi dovrai fare il primo passo con una ragazza o un gruppo. Perché partiamo proprio dalle tecniche di approccio? Semplice, perché l'esperienza su freemeet ci dimostra che...

Primo articolo dedicato all'arte dell'attacco, che nei contesti anglosassoni chiamano semplicemente opening. Comunque la pensiate sul corteggiamento, prima o poi tocca a tutti rompere il ghiaccio con una ragazza o con un gruppetto.

Perché partire proprio da qui? Semplice: guardandomi intorno in questi anni, ho notato che nove volte su dieci gli uomini sbagliano mossa fin dall'inizio:

Esordendo con un complimento sfacciato del tipo «Ciao, ti trovo davvero bellissima». Può anche funzionare, e infatti ci torneremo tra poco. Il problema è che serve una sfacciataggine notevole e una comunicazione non verbale impeccabile, doti che chi è alle prime armi di solito non possiede.

Affidandosi al peggior cliché della storia: offrire da bere a una sconosciuta prima ancora di aver scambiato mezza parola. Se fate parte della categoria, vi consiglio caldamente di cancellare questa pessima abitudine, che nel 99,9% dei casi si rivela un buco nell'acqua.

Chiarito questo, vediamo quali sono le strategie d'impatto più efficaci:

L’approccio funzionale

È la via più dritta e indolore: consiste nel chiedere un'informazione di servizio alla ragazza presa di mira, tipo «Hai mica l'ora?» oppure «Sai mica come si arriva a...».

Il lato positivo è che non fallisce quasi mai, vi risponderanno praticamente tutte con gentilezza. Il rovescio della medaglia è che difficilmente la cosa andrà molto lontano, e sterzare verso una chiacchierata informale richiederà un certo sforzo.

Tuttavia, rappresenta un ottimo esercizio di riscaldamento quando si entra in un locale. È fenomenale anche in viaggio o all'estero: l'aver esordito in una lingua straniera (o con un accento insolito) sposta subito l'attenzione sulla vostra provenienza.

Chiedere un'opinione

Qui si tratta, letteralmente, di interpellare un gruppo chiedendo pareri su una questione qualsiasi. Avete carta bianca, scatenate la fantasia! Cercate solo di evitare i quesiti a risposta chiusa (sì o no), altrimenti vi troverete con un pugno di mosche in mano e nessun argomento per continuare.

È la mossa d'elezione per chi comincia, perché vi posiziona su un piano del tutto neutrale. Niente etichetta da "pericolo pubblico" (a differenza del famigerato «Ti offro un drink?», che brucia subito le tappe).

Qualche spunto pratico:

«Il mio amico qui accanto (indicando il vostro compagno) è appena tornato single. Secondo voi quanto tempo dovrebbe far passare prima di provarci con la sua migliore amica?»
«Baciare un'altra persona è da considerarsi tradimento?» (un evergreen che non delude mai)

L’approccio situazionale

La regola d'oro è sfruttare il contesto: il drink che sta bevendo, il pezzo che sta passando alla cassa, un dettaglio della situazione. Sembra una formalità, ma ci sono due insidie da evitare:

È una tecnica abusata anche da chi non ha mai sfogliato un manuale di seduzione. Sforzatevi di essere creativi e originali.

La chiave di volta è la reattività. Se l'occasione giusta si materializza, agite di istinto senza metterci troppo a pensare.

L’approccio universale

O meglio: come buttarsi senza sovrastrutture mentali. Ricordo quando discutevo di tecniche con alcuni amici alle prime armi, suggerendo ad esempio di chiedere un parere; la risposta fissa era sempre la stessa: «Sì, ok... ma io cosa le dico?».

Se vi è capitato di trovarvi nello stesso blocco mentale, questa opzione fa al caso vostro. Siete pronti? Ecco la frase definitiva, l'unica che non tradisce mai quando vi manca l'ispirazione.

«Ciao.»

Tutto qui. Però attenzione: questa mossa richiede una dose massiccia di autostima e un linguaggio del corpo da fuoriclasse.

L’approccio diretto

Eccoci al capitolo finale, quello dell'attacco frontale. Parliamo di battute del tipo:

«Sei talmente bella che dovevo assolutamente venire a parlarti»
«In questa stanza ho visto solo te»

Da un lato è la strada più rapida, dall'altro è un salto nel vuoto. In questo modo costringete l'altra persona a prendervi o lasciarvi all'istante, basandosi unicamente sul vostro look e sulle due parole appena pronunciate. Serve una prossemica e un portamento impeccabili per reggere il colpo.

Spazzare via l'ansia da approccio una volta per tutte

L'ostacolo principale per chi muove i primi passi è la paura viscerale del due di picche. Si innesca un meccanismo diabolico: individuate il bersaglio, vi avvicinate e, a un centimetro dal traguardo, la mente vi rema contro inventandosi qualsiasi scusa per desistere (non è poi così carina, sarà impegnata, ha il moroso nei paraggi). Risultato: fate dietrofront. La motivazione cola a picco, la volta dopo sarà ancora più difficile e finirete per arrendervi del tutto.

Perché il cervello sabota i nostri piani? È un elementare meccanismo di autodifesa che ci tiene alla larga dalle situazioni percepite come ostili – esattamente la stessa scarica di adrenalina che vi bloccherebbe prima di un lancio col paracadute.

Come se ne esce? Semplice: applicando l’indifferenza. Voi siete a posto con voi stessi, sapete chi siete, giusto? Mettete pure in conto di rimediare un rifiuto dietro l'altro per tutta la sera. Certo, non sarà il vostro sabato sera migliore, ma la vostra identità ne esce forse scalfitta? Ovviamente no.

Ecco perché ogni volta dovreste scendere in campo fregandovene altamente dell'esito. Non solo l'ansia svanirà d'incanto, ma questo distacco naturale eserciterà un fascino pazzesco.

Tutta una questione di gruppo

Un altro difetto di molte guide è che insegnano a interagire come se la ragazza fosse sola soletta. Ma onnipresenti eccezioni a parte, chi ha mai visto una ragazza da sola in un locale notturno? Praticamente mai nessuno.

Imparate dunque a gestire la dinamica di gruppo. Prima regola d'oro: mai avanzare frontalmente tagliando la sala e puntando lo sguardo negli occhi della preda; è intimidatorio e vi brucerete in partenza. Accostatevi di lato, parlando quasi di traverso senza incassarvi o irrigidirvi. Alzate leggermente il tono per farvi sentire da tutti, fate pratica allo specchio se serve.

Il secondo errore tipico è ignorare il resto della comitiva per rivolgervi solo alla persona che vi interessa. Immaginate di agganciare un gruppetto di cinque amiche: la conversazione decolla con la vostra favorita, la serata prosegue, poi all'improvviso loro devono correre via. Avendo snobbato gli altri, vi ritrovate a bocca asciutta e senza neanche un numero di telefono in tasca.

Perciò, quando rompete il ghiaccio, indirizzate il vostro esordio a TUTTI i presenti, uomini compresi. Ancor meglio: non puntate subito la ragazza più carina del gruppo (che sarà inevitabilmente il vostro obiettivo principale), ma rompete il ghiaccio con l'amica che vi sembra meno appariscente. Spiazzerete la diretta interessata, che non è abituata a passare in secondo piano.

E adesso?

A questo punto sarete passati dal semplice saluto a una vera chiacchierata collettiva. Ma di questo parleremo nella prossima puntata. Nel frattempo, mettetevi alla prova!

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